REGGIO EMILIA – “Un tempo era un ospizio, oggi c’è la casa di riposo di Rete, domani forse sarà un quartiere. C’è già un progetto”.
E’ il 4 aprile del 2004, e così spiega un servizio di TG Reggio.
A Ospizio c’è ancora la storica casa di riposo, ma il destino della struttura, fatiscente e ormai irrecuperabile, è segnato. Rete, Reggio Emilia Terza Età, ha deciso, in accordo con il Comune, un decentramento dei servizi per gli anziani. Già nel 1998 il Consiglio comunale aveva individuato la zona come ambito degradato da riqualificare, con un orientamento recepito nel 2001 dal Piano regolatore. Il 15 giugno 2005 la casa di riposo di Ospizio chiude definitivamente.
Passano pochi mesi e il corpo centrale viene demolito, per evitare che diventi rifugio di senzatetto. Presto anche i locali che ospitavano la biblioteca e gli altri servizi saranno demoliti.
Spiegava ancora a Tg Reggio Ugo Ferrari, allora assessore all’urbanistica: “Abbiamo fatto incontri con i cittadini per un percorso di urbanistica partecipata”.
Dietro il progetto di riqualificazione c’è una società a controllo pubblico che propone un intervento di edilizia residenziale per l’affitto. Il primo progetto è imponente: prevede la realizzazione di 170 alloggi e 5mila metri quadrati di negozi e uffici.
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