REGGIO EMILIA – Non solo banche, aziende o infrastrutture strategiche. Nel mirino degli hacker finiscono ora anche i supermercati. Tra le aree interessate dai recenti cyber attacchi anche l’Italia e in particolare l’Emilia-Romagna, la Toscana e la Sicilia.
L’attacco si è verificato nella notte tra il primo e il 2 novembre e ha interessato sette Paesi europei. Gli hacker sono riusciti ad alterare da remoto le temperature dei frigoriferi e delle celle refrigerate, portandole fino a 50 gradi causando la distruzione di ingenti quantità di prodotti.
Gli investigatori stanno cercando di capire chi ci sia dietro il sabotaggio, le prime ipotesi parlano di un’organizzazione filorussa nell’ambito della cosiddetta guerra ibrida.
Perchè sono stati attaccati i supermercati e come fronteggiare questa situazione. il parere del professor Andrea Pulvirenti, docente di microbiologia degli alimenti di Unimore e membro del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare: “Volevano destabilizzare e non complicarsi troppo la vita: è vero che sono sistemi protetti ma non come quelli delle grandi banche o le organizzazioni pubbliche ministeriali. Sappiamo inoltre che questi sistemi sono molto simili nell’ambito della grande distribuzione, per cui scoperto uno se ne possono manomettere molti hackerando tutti i punti i vendita. Si tratta probabilmente solo di una intimidazione, ma è un danno enorme economico. Ora dovremo vedere come la grande distribuzione si difenderà: in Italia siamo ai vertici nella sicurezza alimentare. Gli americani in questo ambito sono più avanti perchè hanno casi di terrorismo alimentare molto frequenti, anche settimanali”.
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