REGGIO EMILIA – Sono oltre 1.500 le lavoratrici e i lavoratori il cui futuro occupazionale è oggi a rischio a seguito della crisi del Gruppo Realco.
Su sollecitazione delle organizzazioni sindacali di categoria: Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil è stata avviata la richiesta di cassa integrazione per circa 400 dipendenti delle società a gestione diretta, Gedis, Appennino Discount e Ipermontecchio. Una misura analoga era già stata attivata nelle settimane precedenti per 94 dipendenti della sede centrale di Reggio.
A destare forte preoccupazione sono anche le incertezze sull’immediato futuro, in particolare per il possibile ritardo nel pagamento degli stipendi, in attesa della nomina del Commissario giudiziale.
La vertenza si è aperta formalmente nella giornata di martedì 3 febbraio, quando il Gruppo Realco, storica cooperativa della distribuzione con sede a Reggio e tra i soci fondatori del marchio Sigma, ha depositato presso il Tribunale di Bologna un’istanza di concordato preventivo, dando avvio a una procedura che rischia di diventare una delle più rilevanti in Emilia-Romagna per dimensioni e ricadute sociali.
Il gruppo gestisce una rete di circa 120 punti vendita in Emilia Romagna e cinque fuori regione a marchio Sigma, Ecu ed Economy. La crisi potrebbe avere pesanti conseguenze indirette anche sui dipendenti dei punti vendita associati e sul comparto della logistica, ampliando ulteriormente l’impatto occupazionale della situazione.
Nel quadro delle trattative in corso con alcune grandi imprese della distribuzione, i sindacati auspicano una soluzione che eviti lo spezzettamento delle attività, garantisca la continuità aziendale e salvaguardi i livelli occupazionali. Viene inoltre richiesta la riapertura del tavolo istituzionale regionale, affinché la crisi possa essere affrontata con il coinvolgimento delle istituzioni e con strumenti adeguati a tutelare lavoro e territorio.
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