REGGIO EMILIA – Scongiurare i licenziamenti. Con questo obiettivo le istituzioni e i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, hanno preso parte alla riunione del tavolo di crisi che è tornato ad aprirsi in Regione sulla situazione dei 164 dipendenti che lavoravano nello stabilimento reggiano di Inalca.
Positivo l’esito dell’incontro, che si è concluso con un accordo che per ora rinvia lo scenario degli esuberi, che fino a qualche giorno fa era inedito. Una questione, quella dei licenziamenti, che l’azienda ha fatto emergere soltanto verso la fine del 2025, suscitando di colpo una forte preoccupazione tra gli addetti, diversi dei quali, negli scorsi mesi, si sono trasferiti per essere più vicini alle sedi in cui erano stati trasferiti, ben lungi dal pensare che non vi fosse una continuità del loro posto di lavoro.
La cassa integrazione che riguarda gli addetti dell’ex stabilimento Inalca di Reggio, alla scadenza del 10 febbraio prossimo verrà prorogata di sei mesi.
La richiesta verrà inoltrata dalla proprietà al ministero del Lavoro, in base all’accordo appena raggiunto che conferma anche misure di sostegno come i mezzi di trasporto e altri servizi relativi al cambio di sede lavorativa. Sono situati a Piacenza e a Castelnuovo Rangone, nel modenese, le attuali sedi di lavoro degli addetti che fino a un anno fa erano in forza nello stabilimento di via Due Canali.
“Siamo entrati con una procedura di licenziamento aperto che rischiava di concretizzarsi da qui a un mese, ci prendiamo invece sei mesi di tempo per lavorare positivamente a un risultato che tuteli lavoratrici e lavoratori”, le parole dell’assessore regionale Paglia che ha sottolineato come alla base dell’intesa ci sia stata la disponibilità al confronto tra proprietà e sindacati.
Crisi Inalca: licenziamenti scongiurati, sì ad altri sei mesi di cassa integrazione. VIDEO
16 gennaio 2026Firmato in Regione un accordo tra azienda, sindacati e istituzioni che ridà speranze ai 164 addetti che lavoravano nello stabilimento di Reggio Emilia












