REGGIO EMILIA – Il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano oggi guidano il comparto nazionale dei formaggi con una produzione il cui valore si avvicina ai 4 miliardi di euro. La produzione cresce, soprattutto quella del Grana Padano, mentre quella del Parmigiano Reggiano è aumentata del 2,4% dal 2021. Le filiere però devono scontrarsi con diverse problematiche, a partire dalle difficoltà economiche di molte famiglie. Una situazione che spinge il Consorzio a cercare nuovi sbocchi di mercato all’estero.
Nicola Bertinelli, presidente del consorzio Parmigiano Reggiano: “Oggi in Italia circa il 65% delle famiglie ha difficoltà ad arrivare a fine mese, quindi il Parmigiano non può più essere il formaggio per tutte le famiglie perché abbiamo costi di produzione che non possono competere con dei prodotti non Dop”. Un marchio importante, il Dop, che permette al made in Italy di vincere con la qualità e la tradizione. Anche il turismo è strettamente connesso alle produzioni agroalimentari di punta: un turista straniero su tre programma il suo itinerario in Italia in funzione dell’enogastronomia. A ostacolare la diffusione dei prodotti Dop c’è invece il nuovo conflitto in Medio Oriente, che si aggiunge ai dazi imposti dagli Stati Uniti e al cambio euro-dollaro. “Il vero tema di questa situazione geopolitica è una grande incertezza che ferma gli operatori commerciali, oltre ovviamente far aumentare i costi di produzione e l’inflazione”, ha aggiunto Bertinelli.
Nonostante la crescita del Parmigiano Reggiano gli allevatori sono in difficoltà: la reddittività è messa a dura prova dall’aumento dei costi. “Senza allevatori solidi e competitivi non esiste filiera forte”, dice Graziano Salsi, presidente di Progeo. Al convegno è stata anche presentata in anteprima Dairyformer, la nuova linea di mangimi Progeo dedicata alle bovine da latte delle filiere Dop. “La caratteristica di Progeo è quella di avere una filiera interna, che parte dai soci agricoltori che ci conferiscono le materie prime, utilizzate poi dai nostri impianti industriali per produrre farine alimentari e soprattutto mangimi per la zootecnia”.
Margherita Magnani
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