REGGIO EMILIA – Per le persone che stanno effettuando chemioterapia o immunoterapia, il successo della vaccinazione si gioca sul tempo: è necessario somministrare la dose in una precisa fase della terapia. Per questi pazienti, circa 2mila dei reparti di Oncologia, Ematologia, Reumatologia e Neurolgia, è stato ideato un percorso ad hoc. Riceveranno il vaccino all’ex ospedale Spallanzani.
“Per chi effettua chemioterapia o immunoterapia non è che aumenti il rischio, aumenta la probabilità che il vaccino sia meno efficace – ha spiegato Francesco Merli, direttore del reparto di Ematologia dell’Ausl – Li collochiamo noi e cerchiamo di farlo nel momento più appropriato”.
Il centro, aperto lunedì scorso, potrà somministrare fino a 132 vaccini al giorno. Ad affiancare il personale dell’Ausl, i medici dell’Oncologia e dell’Ematologia, che hanno seguito il corso da vaccinatori: “Sia per i pazienti ematologici che oncologici credo sia un fatto significativo trovarsi il medico che lo segue e che può rassicuralo anche per eventuali problemi di interazione tra terapia effettuata e vaccino”, ha aggiunto Merli.
Questo percorso è dedicato soltanto a chi è attualmente in chemioterapia o immunoterapia o lo è stato negli ultimi sei mesi. Per chi ha avuto un tumore in passato ed è considerato guarito, valgono le altre modalità di accesso alla vaccinazione. Il vaccino che si usa è Pfizer: “Il rischio per i pazienti non è il vaccino ma contrarre la malattia, quindi bisogna vaccinarsi”, ha concluso Merli.
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