REGGIO EMILIA – La zona rossa, pur lontana dal lockdown dello scorso anno, sta mostrando i suoi effetti. I casi settimanali per 100mila abitanti sono passati da 313 a 300. Un calo che si vede anche dai contagi giornalieri.
“Sono numeri stabili sull’alto, la settimana scorsa eravamo intorno ai 250 oggi intorno ai 200 e questo fa vedere un certo calo – il commento di Cristina Marchesi, direttrice generale di Ausl – ma è un calo molto lento che viene interrotto da picchi giornalieri”.
Una lentezza che non allenta la pressione sugli ospedali. I posti nei reparti ordinari destinati ai pazienti Covid sono 362, il 75% dei quali è occupato. I 31 ricoverati in terapia intensiva occupano l’88% dei letti disponibili. Al contempo, sta aumentando la richiesta di ricoveri da parte dei no Covid, rendendo necessaria la riconversione degli spazi: la Gastroenterologia, ad esempio, questa settimana è tornata completamente no Covid. Un andamento che si sta dimostrando ben diverso rispetto alla prima ondata: “L’anno scorso – ha aggiunto Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero – la curva è cresciuta verticalmente nel mese di marzo e si è ridotta rapidamente ad aprile e maggio. In questa terza ondata la discesa è molto lenta, con un andamento altalenante. A questo si aggiunge la stanchezza del personale per questo sacrificio, che ormai dura da più di un anno”.
All’Ausl, intanto, sono arrivate le prime 107 dosi di anticorpi monoclonali. Saranno destinati a pazienti positivi con sintomi lievi per evitare il peggioramento. Ma il protocollo di utilizzo è in fase di definizione.
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