REGGIO EMILIA – “Questi flussi, come è successo anche altrove vanno favoriti con interventi del Comune assolutamente straordinari, dal punto di vista ad esempio della tassazione: bisogna fare qualcosa per rendere più attrattiva la città. Siamo veramente di fronte ad un caso in cui è necessario intervenire in modo straordinario”.
Secondo Mauro Pellegrini, quella di Reggio non è una realtà peggiore di altre quando si parla di crisi del commercio: negli ultimi 13 anni in Italia hanno infatti chiuso i battenti 156 mila negozi, 330 sul nostro territoro. Secondo il direttore della Confcommercio reggiana, ospite a Decoder su Telereggio, la rinascita del centro passa per gli eventi ma anche attraverso il riportare i servizi all’interno dell’esagono.
“Per esempio abbiamo il Centro per l’Impiego che viene preso e portato altrove, verso il centro commerciale, ancora più lontano e al di fuori della città: da via Premuda ai Petali. Questo fa parte di quella idea ormai da rivedere assolutamente che invece dovrebbe riportare quegli uffici verso il centro”.
Poi una proposta concreta sul caro-affitti in alcune aree del centro: “La possibilità di mettere a disposizione un affitto flessibile, non rigido, che possa partire da una base e che possa arrivare ad un affitto completo. Ci sono iniziative che possono portare liquidità velocemente e ci sono attività che hanno bisogno di più tempo per andare a regime”.
Arrivato a Reggio dalla Confcommercio nazionale nell’autunno scorso, Pellegrini ha invitato alla collaborazione: “Le polemiche invece allontanano tragicamente questo flusso dal riuscire ad andare direttamente al cuore delle persone. Stiamo lavorando con le istituzioni e con i consorzi proprio per questo, sfruttando i nostri asset, ad esempio, il Tricolore e l’enogastronomia”.
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