REGGIO EMILIA – Quarantaquattro partecipazioni al Giro d’Italia in 45 anni di vita, ma nel 2027 la squadra di Barco di Bibbiano potrebbe davvero non essere al via. La stagione della Bardiani CSF 7 Saber si è chiusa con una delusione cocente. La formazione reggiana diretta da sempre dalla famiglia Reverberi non è riuscita a completare la rimonta finale, fermandosi al 31° posto della classifica mondiale UCI. A nulla sono bastati gli sforzi profusi nelle ultime gare di stagione, compresi i punti raccolti al Giro di Serbia e alla Veneto Classic. In base al regolamento UCI, posizionarsi tra le prime trenta squadre al mondo rappresenta la soglia per accedere alle wildcard di partecipazione ai grandi giri. Già due anni fa Bruno Reverberi, storico patron della Bardiani, aveva contestato ufficialmente il meccanismo della classifica, definito illogico, per la disparità nel numero di gare ed inviti tra le diverse formazioni. Stavolta, si sarebbe anche andati oltre con una gara organizzata a Panama, la Clasica de la Provincia di Chiriqui, dove solo alcune squadre in lotta per il 30esimo posto della classifica UCI sono state invitate e una in particolare, i baschi dell’Euskadi Euskatel, hanno conquistato i punti necessari a scavalcare la Bardiani. Per questo, Reverberi si dici fiducioso di riuscire a ribaltare il verdetto e di fronte al rischio di un danno economico e d’immagine incalcolabile, sta già preparando il ricorso all’UCI.
L’obiettivo è salvare il futuro di una squadra che dal 1982 ha ottenuto numerose vittorie in tappe e classifiche accessorie del Giro d’Italia e tre successi ai campionati italiani, due con Massimo Podenzana e uno con Filippo Zana, ma soprattutto ha lanciato tanti giovani ciclisti tra i grandi delle due ruote, da Petacchi a Guidi, da Cassani a Colbrelli per finire con Ciccone a Pellizzari.
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