TOANO (Reggio Emilia) – Un intervento mirato alla tutela del territorio e alla salvaguardia ambientale ha portato i carabinieri forestali di Carpineti a sanzionare pesantemente un’azienda agricola nel comune di Toano. L’operazione è scattata a seguito di ripetute e allarmate segnalazioni da parte dei residenti della zona, esasperati da persistenti e intensi odori molesti che rendevano l’aria irrespirabile.
I sospetti dei cittadini hanno trovato riscontro durante l’ispezione dei militari forestali. All’interno dell’attività agricola sono emerse gravi non conformità nella gestione, nello stoccaggio e nella distribuzione degli effluenti di allevamento.
La pattuglia dell’Arma ha accertato che lo spargimento dei liquami nei campi avveniva utilizzando sistemi a pressione di molto superiori ai limiti di legge. Questa pratica vietata ha causato un’applicazione del tutto disomogenea sul terreno, provocando l’impaludamento della vegetazione circostante e la preoccupante formazione di pozze di percolato. Il quadro è peggiorato quando i carabinieri hanno esteso le verifiche alle infrastrutture di stoccaggio dell’allevamento. I controlli hanno evidenziato una totale carenza di manutenzione dei contenitori e delle vasche in cemento. A causa di vistose crepe e cedimenti, da queste strutture fuoriuscivano continuamente liquidi di sgrondo e materiale non palabile. I reflui, seguendo le pendenze naturali del terreno, ruscellavano verso valle, infiltrandosi in modo incontrollato nei campi sottostanti. Gravi criticità sono state riscontrate anche nella gestione dei cumuli temporanei di letame, lasciati esposti all’azione dilavante delle acque piovane senza alcuna protezione.

Alla luce di quanto accertato, e in base al Regolamento Regionale dell’Emilia-Romagna, i forestali hanno elevato tre sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili dell’impresa agricola, per un importo complessivo di oltre 4.000 euro. Le violazioni contestate hanno riguardato: il mancato rispetto delle norme per minimizzare le emissioni di azoto nell’aria; l’inosservanza delle corrette pratiche di utilizzazione agronomica dei reflui e il mancato rispetto delle tutele per l’equilibrio idrogeologico e la salubrità ambientale.
L’autorità amministrativa competente è stata informata e valuterà ora l’adozione di ulteriori provvedimenti di rito per obbligare l’azienda a mettere a norma l’intero impianto.
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