REGGIO EMILIA – Nonostante il tetto provvisorio fissato da alcune compagnie petrolifere, su richiesta del Governo, la stangata sui carburanti colpisce duro. L’Ufficio Studi della CGIA di Mestre evidenzia rincari molto pesanti per le famiglie e le attività economiche italiane. Su scala nazionale, la stima dell’impatto del caro carburanti si attesta su un +20,4% rispetto al 2025 con la spesa complessiva che raggiungerà i 13,6 miliardi di euro, con un esborso extra di circa 1,1 miliardi di euro ogni mese.
Nel reggiano l’aggravio medio mensile stimato per benzina e gasolio è di 15,3 milioni di euro. Su base annua, la spesa totale della provincia per i carburanti sale dai 889 milioni di euro del 2025 a 1.073 milioni di euro nel 2026. Si tratta di un incremento assoluto di 184 milioni di euro, che corrisponde a una crescita percentuale del +20,7%. Questo dato posiziona la provincia di Reggio Emilia al 21° posto della graduatoria nazionale per entità dei rincari mensili.
Il quadro reggiano si inserisce in un contesto regionale particolarmente critico per l’intero tessuto produttivo ed economico. L’Emilia-Romagna figura infatti al secondo posto tra le regioni italiane più penalizzate, con un extra-costo mensile di 111,1 milioni di euro. L’aumento annuo per l’intera regione ammonta a 1,333 miliardi di euro (+20,8%), superato a livello nazionale solo dalla Lombardia.
Le riduzioni temporanee promosse dalle major energetiche non bastano a neutralizzare l’effetto dei rincari. Le categorie più colpite risultano essere i pendolari privi di alternative al mezzo privato e le imprese di autotrasporto. Difficoltà crescenti si registrano anche tra gli agricoltori, i pescatori e i tassisti, schiacciati dall’aumento dei costi operativi. Senza interventi incisivi, il caro benzina rischia di erodere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese.







