REGGIO EMILIA – 24 euro in più. E’ quanto spende mensilmente un lavoratore reggiano che ogni giorno deve prendere la macchina per andare e tornare dal lavoro, percorrendo quaranta chilometri al giorno. E’ l’effetto del caro-carburante stimato dai sindacati per una routine che per migliaia di reggiani si sta trasformando in un salasso finanziario. I numeri di Cgil, Cisl e Uil parlano chiaro: oggi un lavoratore tipo spende circa 103 euro al mese di solo gasolio, contro i 79 di un anno fa. Significa che il 7% di uno stipendio netto da 1.500 euro evapora prima ancora di entrare in fabbrica o in ufficio.
“Se i prezzi resteranno questi – sottolineano i sindacati in una nota stampa – da qui a fine anno l’aggravio supererà i 400 euro a famiglia. Una cifra sottratta alla spesa quotidiana, proprio mentre incombe la minaccia dei rincari del gas per l’inverno”. Così i segretari generali provinciali, Cristian Sesena della Cgil, Rosamaria Papaleo della Cisl e Alex Scardina della Uil hanno lanciato un vero e proprio appello alle istituzioni locali, Provincia e Comune di Reggio affinché tornino subito a convocare il tavolo con le associazioni datoriali per definire strumenti concreti per aiutare i lavoratori. “Serve una contrattazione territoriale – dicono i sindacati – che coinvolga imprese, banche e multiutility, prima che la riapertura delle scuole a metà settembre trasformi il rientro in una tempesta perfetta tra chilometri da fare e costi del carburante alle stelle, con la fine, il 5 settembre, del taglio delle accise da parte del Governo”.
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