REGGIO EMILIA – Cacciavillani celebra sessantacinque anni di attività nel segno della cultura. L’azienda reggiana, fondata nel 1961 dai fratelli Aldo e Giuseppe Cacciavillani, opera nella sede storica di via Majakovskij che conta oggi una trentina di collaboratori.
Un traguardo che appartiene anche ai clienti: privati, installatori e studi di progettazione, piccole e medie imprese, grandi gruppi industriali. Da circa trent’anni l’azienda esporta anche all’estero, in Europa e fuori dall’Unione. “Siamo grati della fiducia che ci è stata accordata in questi anni. La professionalità e la collaborazione reciproca rappresentano elementi fondamentali del percorso che abbiamo costruito insieme e costituiscono uno stimolo costante per affrontare nuove sfide, guardando al futuro con entusiasmo e determinazione” racconta Elena Cacciavillani.

Le due anime
Alcune scelte strategiche hanno segnato lo sviluppo dell’azienda. Come l’intuizione di investire sia nel reparto illuminazione che nel reparto elettrico. Una scelta concretizzata nel 2003 con l’ampliamento della sede principale in via Majakovskij aggiungendo un capannone dedicato al reparto elettrico. Nelle fasi difficili per il mercato, le due business unit si sono sostenute a vicenda. È anche grazie a questo equilibrio che l’azienda ha attraversato periodi di contrazione del mercato senza mai fermarsi, investendo sulla consulenza e su nuovi asset come le energie rinnovabili.
Dalla Lampada al progetto
In sessantacinque anni è cambiato il modo di scegliere la luce. Negli ultimi anni i prodotti hanno subito una forte evoluzione tecnologica. Oggi la richiesta del mercato è di progettare sistemi che dialoghino con lo spazio e che si integrino al progetto architettonico, con uno sguardo alla sostenibilità energetica.
Cacciavillani ha accompagnato questo passaggio attraverso i servizi: consulenza, progettazione, fornitura e assistenza fanno parte di un unico percorso, costruito spesso insieme a progettisti e installatori. È un approccio che privilegia la cura dei dettagli e la qualità del servizio, distinguendosi in un mercato dominato da operatori di grandi dimensioni e da logiche commerciali orientate alla vendita su larga scala.
«Cambiano le esigenze del mercato e gli strumenti, non il nostro modo di stare accanto al cliente», spiega Jacopo Franceschini, lighting designer.
Una famiglia, una squadra più giovane
La conduzione è familiare dalla fondazione. Negli ultimi cinque anni l’organico si è rinnovato in modo significativo. L’azienda ha deciso di inserire persone giovani, a proprio agio con gli strumenti digitali e abituate a un contesto di mercato più dinamico. L’attenzione va alla persona prima che alla commessa, con una preparazione tecnica che si rinnova ogni anno anche grazie alle collaborazioni con i fornitori.
Il ricambio passa anche dal rapporto con Scuole e Università. L’azienda ha ospitato diversi studenti dell’Istituto Chierici e dell’IIS Nobili nel quadro di progetti di alternanza scuola-lavoro, mentre accoglie periodicamente tirocinanti dell’UNIMORE. Per molti ragazzi è il primo contatto con un mestiere che unisce la sensibilità estetica e funzionale alla visione tecnica sul progetto.

Marocchino, Campeggi, 2001. ph Isidoro Romano, courtesy Campeggi
La cultura della luce
Il filo che lega questi sessantacinque anni ha un nome: cultura della luce, un manifesto alla bellezza e all’arte nei contesti quotidiani. Significa considerare la luce come parte imprescindibile del progetto di uno spazio. Con questa visione Cacciavillani si inserisce nella rete locale, contribuendo a costruire un ecosistema di servizi e figure professionali che oggi definiscono il mestiere di chi lavora con la luce.
Per il suo 65° anniversario Cacciavillani ha deciso di sostenere la mostra «Denis Santachiara. Estasi dell’artificio, design dal 1966», promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani. La retrospettiva sarà aperta a Palazzo da Mosto, in via Mari, dal 12 dicembre 2026 al 14 marzo 2027. Santachiara, nato a Campagnola Emilia, è uno dei designer emiliani più noti nel mondo e questa è la prima grande retrospettiva dedicata al suo lavoro. «Sostenere questa mostra ci è sembrato il modo più coerente di festeggiare», sottolinea Luca Moscatelli, responsabile della comunicazione «per noi il legame con il territorio passa anche dalla cultura».
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