REGGIO EMILIA – Davide Arati abita con la madre al terzo piano di un condominio di via Novelli, in città, e da diversi mesi sta vivendo un incubo da cui fatica a venire fuori. Tutto è iniziato con una telefonata ricevuta a cavallo fra il mese di marzo e quello di aprile.
“Sono stato contattato da una compagnia di luce e gas – racconta – che prometteva bonus in bolletta e bonus sociali di 50 euro mensili fino al raggiungimento della soglia di 500 senza dover cambiare operatore. Mi sono fatto abbindolare ed ho accettato. La prima bolletta del nuovo fornitore aveva tariffe esponenzialmente cresciute rispetto alle precedenti. Purtroppo erano scaduti i 14 giorni per ripensarci e da qui sono da mesi in una voragine da cui fatico ad uscire”.
La situazione è ulteriormente peggiorata con l’arrivo di settembre. Il primo giorno del mese Nexicom, la nuova compagnia fornitrice, ha infatti deciso di ridurre drasticamente la corrente in casa Arati, rendendo ancora più complesse le condizioni di vita dei due inquilini.
“Si sono permessi di tagliarmi la corrente senza nemmeno rispettare i tempi previsti dalla legge. Da 3 – 4 giorni mi ritrovo senza corrente elettrica, senza poter accendere il ventilatore. Devo accendere la torcia di notte per non inciampare ed ho dovuto gettare anche il cibo dal frigo, non posso nemmeno ricaricare il telefono. Per via del caldo, in questi giorni ho dormito in macchina coi finestrini abbassati”.
Per cercare di tornare al più presto alla normalità, Davide si è rivolto a diverse associazioni a tutela dei diritti del consumatore. Tutti questi enti gli hanno vivamente consigliato di non cedere alle richieste di pagamento ed alle lettere di sollecito inviate da Nexicom negli scorsi mesi.
“Quando ho fatto presente tutto questo alle associazioni di consumatori, mi hanno detto che ci sarà una richiesta di risarcimento oltre che per i danni patrimoniali anche per un danno esistenziale e biologico notevole”.
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