REGGIO EMILIA – “Un semplice accompagnamento non finisce portando la persona davanti all’ospedale – dice Vera Romiti, presidente provinciale di Auser -: aspettiamo che esca e molte volte certe persone sole chiedono anche di entrare e ascoltare quello che dice il medico perché non sempre capiscono”.
Più di 320mila ore a disposizione degli altri, 19mila persone che hanno potuto contare sull’aiuto dei volontari di Auser: duemila quelli attivi l’anno scorso. L’associazione ha riunito i suoi delegati al centro Loris Malaguzzi per l’assemblea provinciale nella quale è stato approvato il bilancio 2025. Le richieste di accompagnamento nelle sedi di cura aumentano sempre di più, tanto che si sono dovuti acquisire nuovi mezzi. “Non sempre la gente riesce a spostarsi autonomamente, non ci sono neanche i mezzi pubblici delle volte: se uno ad esempio da Castelnovo Monti deve andare all’oculistica di Montecchio non sa come fare. Le richieste sono tante, i bisogni sono tanti. Più aumentano le disuguaglianze, più ci viene chiesto aiuto”.
In un anno, i volontari di Auser possono arrivare a coprire anche due volte la distanza tra la Terra e la Luna, che è di 384mila km. Poi si organizzano viaggi, anche lontani, per promuovere relazioni e socialità di fronte alla sempre crescente solitudine. “Abbiamo anche tante attività per il contrasto alla solitudine. I nostri Filos sono i nostri momenti di aggregazione e di socialità che sono molto frequentati, in genere dalle donne. Ma di persone sole ce ne sono tante. Si può giocare a carte o a tombola, oppure leggere il giornale. A volte c’è qualcuno che viene a presentare un libro. Le psicologhe dell’Usl ci aiutano a migliorare i Filos, perché abbiamo bisogno anche di insegnamenti”.
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