REGGIO EMILIA – “Rispetto per tutti, paura per nessuno. Adesso Reggio Emilia, superati i problemi e le difficoltà, può continuare sulle ali dell’entusiasmo e fare molto bene”. Ne è convinto Dino Meneghin, il totem del basket italiano.
La Pallacanestro Reggiana potrebbe davvero essersi lasciata alle spalle le difficoltà degli ultimi mesi. Parola di Dino Meneghin. Secondo la stella del basket italiano i biancorossi possono guardare con fiducia alle prossime gare. Forte della sua lunga quanto straordinaria carriera che lo ha visto calcare i parquet fino all’età di 44 anni, il leggendario ex giocatore, in collegamento con Reggio a Canestro, si è confrontato a tutto tondo sull’evoluzione subita dal basket negli ultimi anni, senza mandarle a dire, come faceva in campo. “Non mi piace quando nelle sostituzioni i giocatori entrano in campo calandosi i pantaloni per sistemarsi la canottiera”.
Questo il suo commento sull’epoca d’oro vissuta dal nostro Paese a livello cestistico negli anni ’80, quando a Reggio Emilia i protagonisti erano Pino Brumatti e Bob Morse: “Con Pino abbiamo giocato in nazionale in tanti anni, Bob lo chiamavo juke box perché bastava dargli 100 lire e faceva tre canestri in un amen. Quella era la pallacanestro che mi piaceva. Non c’erano in campo solo stranieri, ma quelli che arrivavano facevano cresce squadre di italiani”.
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