REGGIO EMILIA – “Il mio assistito é sbigottito e angosciato”. E’ passato quasi un anno, ma le ferite emotive sono ancora aperte nella mente del 45enne autista di Til pestato all’alba del 16 settembre di un anno fa da due sconosciuti, senza alcuna motivazione, nel quartiere Santa Croce per strada mentre si stava recando a piedi al lavoro.
A parlare é il suo avvocato, la penalista Cinzia Barbetti, che ha accolto con stupore la notizia dell’ammissione per uno dei due imputati al percorso di giustizia riparativa.
L’autsita che preferisce continuare a non diffondere la propria identità, é tornato a lavorare solo da pochi giorni, dopo mesi complicatissimi segnati da diversi interventi chirurgici, a una gamba e al volto: “Ha chiseto all’azienda di lavorare in ufficio e di non essere a contatto con il pubblico per il momento, ha ancora problemi a una gamba e naturalmente al volto dove porta i segni dello sfregio subito”.
In più ci sono, come detto, conseguenze psicologiche tremende: “Ha problemi nell’uscire di casa, non lo fa mai ad esempio nelle ore notturne”.
L’autista sta seguendo un percorso di aiuto psicologico con uno specialista, un cammino che vede coinvolti anche i suoi famigliari, la moglie e i tre figli, altrettanto segnati dal fatto drammatico di un anno fa.
L’uomo in una lettera al giudice affidata al proprio legale e letta nell’udienza dello scorso luglio aveva invocato “una condanna severa per i responsabili”.









