REGGIO EMILIA – Nel Centro Internazionale che porta il nome di Loris Malaguzzi, il pedagogista che ha ideato e contribuito a creare il sistema Reggio per l’educazione nella fascia 0-6 anni, aprendo il primo asilo nido già nel 1970 e facendo scuola nel mondo, la Funzione Pubblica della Cgil ha rilanciato la proposta di riconoscere il nido come un diritto fondamentale e non più un servizio a domanda individuale a carico delle famiglie. Un servizio da finanziare con la fiscalità generale e possibilmente gratuito.
“Se vogliamo dare un futuro alla nostra società dobbiamo partire subito con un investimento forte, tutti devono contribuire. Per troppo tempo la prospettiva dei governi non ha guardato all’investimento su bambine e bambini”, sottolinea Tatiana Cazzaniga, Segretaria nazionale Fp Cgil.
La proposta è stata avanzata nel corso del convegno sui servizi alla prima infanzia che ha portato in città rappresentanti sindacali, educatori e insegnanti da tutt’Italia. L’occasione per fare il punto sui risultati conseguiti con l’utilizzo dei fondi del Pnrr per realizzare nuove strutture e ampliare l’offerta di posti nei nido, ma anche per analizzare le difficoltà di crescita di un settore che vede l’Italia tra i paesi d’Europa più lontani dal centrare gli obiettivi di scolarizzazione previsti per il 2030 dall’Unione Europea. Un gap dovuto principalmente alla carenza di educatori. Nel Paese ne mancano ben 29mila.
“Dobbiamo subito pensare a dove andare a reperire il personale, come per le professioni sanitarie anche quelle educative stanno perdendo il loro fascino. Tanto impegno e pochissimo riscontro lavorativo e di riconoscimento salariale e nella società”, chiosa Cazzaniga.
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