REGGIO EMILIA – Ancora nessuna traccia delle ruspe a Ospizio per l’avvio del cantiere del piano di rigenerazione urbana.
Gli attivisti resteranno sul posto almeno per un’altra settimana. Intanto emerge che la relazione sullo stato dell’area chiesta dalla Procura a uno specialista é nata da un esposto presentato nel luglio 2025 dal botanico Ugo Pellini. “Ho acquisto la relazione e ora faremo i dovuti approfondimenti.
Posso per il momento dire che mi lascia molto perplessa, é di appena cinque pagine e si basa su un sopralluogo effettuato in un unico giorno, a febbraio, in un periodo non certo ideale per l’osservazione della flora”: lo dice a Tg Reggio l’avvocato Raffaella Pellini a proposito della relazione che la consulente tecnica Benedetta Bortuluzzi, dottoressa forestale di Venezia, incaricata dalla Procura di Reggio, ha consegnato al sostituto procuratore Isabella Chiesi sulla situazione dell’area di Ospizio, definita dall’esperta come un “sito antropizzato degradato, all’interno del quale non sono state rilevate entità botaniche di pregio”.
La legale riferisce come la relazione richiesta dalla Procura sia nata da un esposto presentato da lei stessa nel luglio 2025 per conto del suo cliente il botanico Ugo Pellini. ”Molti aspetti non sono stati presi in considerazione, chiederemo ulteriori approfondimenti’ fa sapere la professionista.
Ma come commentano questa relazione gli attivisti che da inizio agosto presidiano l’area?
“Sono solo tecnicismi, se viene qui un bambino e gli chiedi che cosa é questo che si trova di fronte ti risponde ce é un bosco” commenta Michele Mazzi dell’Assemblea Bosco Ospizio.
Intanto, l’inizio della settimana non ha portato all’avvio del cantiere come invece era stato ipotizzato nei giorni scorsi e la mobilitazione degli attivisti prosegue: “Saremo qui, abbiamo il permesso a restare per un’altra settimana”.
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