REGGIO EMILIA – Le colonnine dei self service e delle pompe chiuse con il nastro bianco e rosso in alcuni distributori Eni, in altri i cartelli lo dicono chiaramente: benzina e diesel esauriti. A una settimana dal taglio del prezzo dei carburanti praticato dalla compagnia la situazione è spesso questa. Con disagi notevoli per i consumatori. Secondo la Faib Confesercenti (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) questa scelta ha penalizzato anche i gestori.
“E’ una mossa più promozionale che una scelta per abbassare i prezzi, lo ha praticato Eni perchè pare lo abbia chiesto il Governo”, dice Lorenzo Reggiani, delegato Faib Reggio Emilia. “Una scelta comunicata ai gestori dall’oggi al domani – dice addentrandosi nell’argomento -, magari ho fatto il carico pagando il carburante un tot, poi il sabato o la domenica mi si dice che devo praticare lo sconto da lunedì, di conseguenza perdo dai 5 ai 7 mila euro di carburante mio”.
Anche altre compagnie in questi giorni hanno praticato sconti, a rimetterci seriamente sono state le cosiddette pompe bianche. “Chi ha la possibilità di raffinare ha un margine altissimo e questo sconto non influisce, chi compra invece non può far nulla. I gestori poi in questo clima di incertezza – afferma Reggiani – acquistano meno carburante e questo crea i disagi. Lo fanno perché a volte non hanno la liquidità necessaria”.
Secondo il sindacato il settore è allo sbaraglio da anni e servono politiche certe a livello nazionale. “Ci vuole un’azione forte del Governo, ma mi duole dire che non ha i soldi e va col cappello in mano a chiedere sconti alle compagnie”, chiosa il funzionario di Confesercenti.
In effetti nelle ultime ore il Governo ha deciso di non attivare le accise mobili sui carburanti. Il decreto annunciato non è stato pubblicato e il prezzo tornerà a salire. “Siamo favorevoli a un price cap a livello nazionale, ma deve tutelare le fascie deboli”, conclude Reggiani.
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