REGGIO EMILIA – Lo ha spiegato Roberta Mori, portavoce nazionale Conferenza Donne Democratiche: “Le città non sono neutre, le donne devono poterle attraversare in modo sicuro”. Da Reggio, dalla festa nazionale dell’Unità, le donne democratiche hanno lanciato il “Manifesto delle città femministe”, non solo un documento ma pratiche concrete e un’organizzazione sociale che non penalizzi ma valorizzi le donne.
Il Manifesto per le città femministe è stato illustrato dalle tre referenti nazionali Stefania Pezzopane, Teresa Armato e Emma Petitti, tutte con grande esperienza nelle istituzioni.
“Ottant’anni fa venivano elette le prime sindache. Di quella storia di impegno e di conquista della democrazia oggi raccogliamo l’eredità e la portiamo dentro le città del presente, attraversate da nuove disuguaglianze, nuove fragilità e nuove sfide” hanno detto.
Sono già oltre 500 le amministratrici che hanno aderito, provenienti da territori diversi, dalle grandi città ai piccoli comuni. L’obiettivo è creare una vera infrastruttura politica e culturale.
Durante la plenaria alla festa nazionale è stata anche stilata una “agenda femminista per l’alternativa”, una proposta politica nazionale che è stata consegnata alla segretaria Elly Schlein e che farà parte del programma per “cambiare l’Italia”.
“Il tema femminile sarà dirimente per la vittoria delle elezioni politiche del 2027” ha concluso Mori.
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