REGGIO EMILIA – Jordi Savall è una delle personalità musicali più interessanti e originali del nostro tempo, strumentista e direttore artefice di progetti musicali che valorizzano i repertori più antichi e le culture più diverse, ricreando universi sonori di emozionante bellezza. A Reggio Emilia, dove il musicista è di casa, torna sabato 1 aprile, ore 20.30, al teatro Valli con due delle sue creature: Le Concert des Nations, prima orchestra che riunisce una maggioranza di musicisti provenienti da paesi latini, tutti specialisti nell’interpretazione della musica antica su strumenti originali corrispondenti all’epoca e ai criteri storici; e La Capella Reial, uno dei primi complessi vocali consacrati all’interpretazione delle musiche del Siglo de oro (il periodo di massimo splendore artistico, politico-militare e letterario della Spagna) in base a criteri storici e con l’uso esclusivo di voci ispaniche e latine. Dal 1990, questa formazione gode regolarmente del patronato del Governo Regionale della Catalogna; da quel momento ha assunto la denominazione “La Capella Reial de Catalunya”.
Lo Stabat Mater – testo duecentesco di Jacopone da Todi messo in musica da innumerevoli compositori fino ad oggi – è il prisma attraverso cui Jordi Savall esplora il passaggio dal ‘600 al primo ‘700, a partire da Marc-Antoine Charpentier che compone uno Stabat Mater di estrema, malinconica semplicità. Sorprendente la densità polifonica dello Stabat di Domenico Scarlatti (composto tra 1715 e 1719), che ci rivela un lato completamente inedito dell’autore che conosciamo soprattutto per le sonate clavicembalistiche. Celebre lo Stabat Mater scritto da un Pergolesi ventiseienne nel 1735, alla fine della sua brevissima vita, che accoglie le novità stilistiche della scuola napoletana restituendole in una prospettiva ricca di sentimento e di pathos.











