CAVRIAGO (Reggio Emilia) – Matteo Garrone riporta in superficie tutto ciò che la società tende a nascondere, rimuovere o proibire. E proprio il proibito è stato il filo conduttore del Reggio Film Festival 2025, che ha ospitato il celebre regista romano alla Multisala Novecento di Cavriago. Più volte vincitore del premio David di Donatello e recentemente del Leone d’Argento al Festival di Venezia 2023 per la miglior regia, con il suo ultimo film ‘Io capitano’, Garrone ha parlato del modo in cui affronta temi sociali oggi considerati un tabù: i suoi film restituiscono agli aspetti più trascurati come il corpo, il desiderio e la migrazione, una dimensione più umana e fragile. Autore di film memorabili come “Gomorra”, “Pinocchio” (2019) e “Dogman”, in occasione dell’incontro Garrone ha ricevuto la Targa Zavattini, un premio importante per il rapporto che lo legava a Cesare Zavattini, sceneggiatore e intellettuale che ha aperto la strada al Neorealismo italiano.
“Zavattini è stato uno dei maestri dei miei genitori – racconta Garrone – io mi sono formato con il suoi cinema neorealista. In quanto regista contemporaneo, cerco sempre di creare un ponte con i grandi maestri del passato, sono debitore dei capolavori che ci hanno lasciato”.
Dopo l’incontro con Garrone il pubblico ha partecipato alla proiezione di alcuni cortometraggi provenienti da Croazia, Francia, Canada, Ungheria, Irlanda, Stati Uniti, Polonia, Svizzera e Colombia.
Sabato 15 novembre la giornata clou del Reggio Film Festival: al Teatro San Prospero ospite il critico cinematografico Roberto Curti che parlerà della storia della censura italiana, a seguire un incontro al centro culturale Multiplo di Cavriago con la scrittrice Giulia Caminito per onorare le grandi autrici del novecento, e in conclusione il ‘Proibito Party’, un apericena con musica e una ricca visione di cortometraggi internazionali.
Margherita Magnani
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