CANOSSA (Reggio Emilia) – “Sulla rupe della memoria — Ruini, Canossa e i pellegrini di un sogno” è l’incontro che si svolgerà domenica 16 agosto, alle ore 20.30, al Castello di Canossa. Un evento promosso dalla Società Reggiana di Studi Storici e dall’Associazione culturale Matilde di Canossa ODV, che vedrà gli interventi di Angela Chiapponi e l’introduzione di Aurelia Fresta, autrice del volume “I registri dei visitatori del Museo del Castello di Canossa (1877–1945)”. La serata celebra il 110° anniversario del celebre discorso che Ruini — giurista, statista reggiano e padre costituente — pronunciò sulla rupe di Canossa il 16 agosto 1916, alla vigilia della sua partenza per il fronte della Grande Guerra. In quell’orazione Ruini consegnò alla storia una definizione destinata a restare: «Canossa è un simbolo».
L’appuntamento propone una rilettura di quelle parole attraverso un duplice percorso: da un lato la dimensione europea della rupe matildica, teatro nel 1077 dello storico incontro tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV; dall’altro le voci dei pellegrini che, dal 1877, hanno lasciato la propria firma sui registri dei visitatori del Museo di Canossa — viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo che hanno fatto della salita alla rupe un atto di devozione civile. Lo stesso Ruini firmò quei registri più volte, a partire dal 1899. Un legame forte con la storica rupe suggellato dalla scelta dello statista di essere sepolto, per sua espressa volontà, nel cimitero di Canossa.
L’appuntamento si inserisce nel calendario di eventi e iniziative «Meuccio Ruini alle radici della democrazia» promosso da Comune di Reggio nell’Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, Università di Modena e Reggio Emilia, Comuni di Canossa, San Polo d’Enza e Castelnovo ne’ Monti, Istituto Alcide Cervi, Istoreco Reggio Emilia, Archivio di Stato di Reggio Emilia, Società Reggiana di Studi Storici, Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Terre d’Emilia per la ricorrenza del 150° anniversario della nascita di Meuccio Ruini (1877–1970).







