REGGIO EMILIA – “Mi colpisce una cosa: che ci sono tantissimi giovani. Questa è una risposta che non è la prima volta che vediamo, si è vista spesso negli ultimi tempi. Si è sempre detto che i giovani rappresentano una generazione disinteressata e assente. Invece vediamo che ci sono e soprattutto quando c’è da manifestare per la pace ci mettono la loro presenza”.
Tanti giovani e non solo, come ha ricordato il giornalista Mario Calabresi. Non solo reggiani, in tanti sono infatti arrivati da fuori provincia per chiedere la pace e riflettere su grandi temi: diritti, ingiustizie, coraggio. E’ il popolo di Emergency che per il sesto anno riempie il centro città.
Nella seconda giornata 8.300 le persone che hanno assistito alle iniziative. In piazza Prampolini uno degli eventi più attesi: l’incontro con il giornalista Stefano Nazzi che ha raccontato, con lo stile inconfondibile dei suoi podcast, quello che accadde durante il G8 di Genova 25 anni fa alla scuola Diaz. “Quello che risulta dagli atti processuali. Il racconto di giorni che ricordarli sono drammatici e terribili per quello che accadde”.
Prima di Nazzi l’incontro, moderato da Calabresi, dedicato al fondatore di Emergency, Gino Strada, e alla sua battaglia contro tutte le guerre. “Una battaglia che oggi è più urgente di qualche anno fa. Una persona che si è battuta perché tutti avessero diritto alle cure, gratuite e di qualità, e perché si ricominciasse a guardare agli esseri umani, non alla distinzione amici – nemici: tutti sono degni di essere curati”, ha detto Calabresi.
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