REGGIO EMILIA – Per i giudici la bancarotta da oltre 58 milioni di euro è provata, da qui l’ennesima condanna – in tribunale a Reggio Emilia – per quella che fu una prestigiosa casa di moda. Walter e Giovanni Burani, padre e figlio, sono stati condannati stamattina in primo grado a sei mesi per bancarotta fraudolenta. Il verdetto è stato emesso dopo oltre un’ora di camera di consiglio dalla Corte presieduta dal giudice Cristina Beretti. Presenti in aula solo gli addetti ai lavori, non i due imputati.
La sentenza è stata letta davanti al pubblico ministero Stefano Finocchiaro e all’avvocato difensore milanese Stefano Borella. Tra tre mesi si conosceranno le motivazioni della sentenza. Riconosciute le attenuanti generiche. Le due condanne sono state messe in continuazione con altri procedimenti, che portano il totale a 6 anni e 6 mesi, ma è probabile che la difesa faccia ricorso in Appello.
Si è così concluso un processo piuttosto complesso: le accuse ruotavano intorno ad una serie di operazioni di finanziamenti e rifinanziamento connessi ad un’attività avviata nel 2003 e sviluppatasi sino al 2008. Due le società coinvolte: Design & Licenses (ex Mila Shon group, controllata al 100 per cento da Mariella Burani Fashion Group in liquidazione) e Mariella Burani Fashion Group.
I due Burani sono attualmente entrambi liberi.
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