REGGIO EMILIA – “Tutti gli stati democratici hanno la separazione delle carriere – ha detto Baldassarre – Dove non c’è, come Egitto e Pakistan siamo in presenza di stati fortemente autoritari. Da questo punto di vista, l’Italia è un’anomalia“, spiega Antonio Baldassarre.
Il sì è a favore della Costituzione e della democrazia. Ne è convinto Antonio Baldassarre, il presidente emerito della Corte Costituzionale è stato ospite ieri sera dell’incontro organizzato dal locale comitato civico ‘Per un giusto Sì’. Titolo dell’appuntamento ‘Per una magistratura libera dalle correnti’. E chiarisce: “L’articolo 111 prevede un processo accusatorio, separando le carriere non si fa altro che applicare la Costituzione”.
Giurista, docente universitario, autore di numerose pubblicazioni su temi costituzionali, tra i ruoli ricoperti da Antonio Baldassarre anche quello di presidente della Rai. Nella sala Grasselli della Camera di Commercio ha dialogato con l’avvocato e consigliere comunale della Lista Civica per Reggio Giovanni Tarquini ma non solo.
“E’ un passaggio fisiologico sia da un punto di vista storico sia processuale – chiarisce Tarquini – che aumenta i diritti dei cittadini”. “E’ una riforma che permette all’Italia di entrare di diritto nell’alveo degli stati liberali”, gli fa eco il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Alessandro Aragona. “Non è una riforma contro qualcuno – chiosa Amedeo Orlandini, presidente del Comitato per il Sì di Reggio – Si tratta di concludere il cammino di riforma della giustizia”.
Referendum Corte Costituzionale riforma della giustizia comitato per il sì 22 e 23 marzo Presidente Emerito Antonio Baldassarre











