REGGIO EMILIA – “A me è capitato di essere affrontato con un cacciavite da un viaggiatore che era senza biglietto”.
Gaetano Capozza vive a Reggio Emilia, è un dipendente di Trenitalia e lavora come capotreno lungo la tratta Bologna-Milano. E’ anche impegnato sindacalmente dato che ricopre la carica di segretario della Fit-Cisl dell’Emilia Centrale. L’omicidio del 34enne ferroviere Alessandro Ambrosio in stazione a Bologna è un caso estremo, ma si inserisce in un contesto di insicurezza che il personale che viaggia sui treni o che opera nelle stazioni vive purtroppo quotidianamente.
“Capita a volte in stazione di essere seguiti e ci sono colleghi che sono stati derubati mentre andavano alla propria auto una volta finito il turno”.
C’è anche un dato, piuttosto allarmante, relativo al 2024: “In Emilia-Romagna si sono registrate 88 denunce per aggressioni, ma molti episodi non vengono neppure denunciati”.
I sindacati tra gli interventi per migliorare la sicurezza sui treni e nelle stazioni chiedono che vengano introdotte misure specifiche: “Bisognerebbe trovare il modo, anche installando dei tornelli, di non consentire l’accesso alle stazioni a chi è sprovvisto di biglietto”.
A proposito del 36enne croato arrestato con l’accusa di avere ucciso il capotreno a Bologna, alcuni organi di stampa nazionale hanno riferito del fatto che nei mesi scorsi l’uomo fosse stato segnalato e denunciato anche in stazione a Reggio Emilia per comportamenti aggressivi. Da verifiche effettuate dalla nostra redazione presso Questura e Polfer non é però emerso nulla di tutto ciò.
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