REGGIO EMILIA – Quante visite oculistiche sono realmente necessarie nella vita di una persona, in assenza di emergenze? Non più di quattro o cinque, includendo l’età prescolare, che rappresenta un passaggio fondamentale per intercettare eventuali difetti visivi. Da questa considerazione parte l’analisi del Primario del Reparto di Oculistica dell’Ausl di Reggio Emilia, il dottor Marco Vecchi, ospite del nostro appuntamento dedicato alla salute del mercoledì.
L’obiettivo è affrontare la corsa all’esame e riflettere sull’appropriatezza delle prescrizioni. Secondo il primario, infatti, una parte significativa del problema delle liste d’attesa nasce proprio da richieste di visite ed esami che, nove volte su dieci, non risultano necessari né urgenti. Un uso più corretto delle risorse contribuirebbe quindi a ridurre le attese, che oggi in alcuni casi diventano eccessivamente lunghe.
Sul fronte chirurgico, l’Oculistica provinciale conferma il proprio impegno: l’obiettivo è raggiungere 4.000 interventi di cataratta all’anno, l’operazione più frequente eseguita con tecniche mininvasive. Negli anni, gli specialisti attivi negli ambulatori territoriali sono passati da 25 a sole due persone, con un impatto significativo sulla distribuzione delle attività, pesa la mancanza cronica di infermieri, un problema diffuso a livello nazionale.
Un segnale positivo arriva però dai giovani: al recente concorso per entrare nel reparto, sono arrivate 81 candidature, da cui sono stati selezionati sei nuovi medici. Ora il reparto è alla ricerca di altri quattro professionisti. L’Oculistica reggiana continua infatti ad attirare molti giovani specialisti, anche grazie all’attenzione dedicata alla loro formazione, soprattutto in ambito chirurgico.
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