Servizio Tg Reggio
di Alessio Fontanesi
REGGIO EMILIA – Si è aggravata la posizione di un uomo di 63 anni, denunciato lo scorso anno per gravi maltrattamenti nei confronti della moglie e della figlia. Una situazione che durava da oltre quarant’anni, tra insulti, minacce e aggressioni, aggravati dalla dipendenza da alcol, droga e gioco d’azzardo.

Un vero e proprio inferno per la donna che dopo tanto tempo aveva deciso di denunciare attraverso una sofferta deposizione: calci e pugni, umiliazioni in pubblico, minacce con frasi del tipo “Ti sgozzo come un capretto” o “Ti faccio finire sottoterra“; in una circostanza l’uomo aveva tirato un mazzo di chiavi in faccia alla moglie, ferendola; a causa della dipendenza dal gioco d’azzardo, aveva svuotato il conto in banca della famiglia. Comportamenti violenti che lui aveva rivolto anche alla figlia, tra minacce e insulti.
Già sottoposto al divieto di avvicinamento con il braccialetto elettronico disposto dal tribunale di Reggio, il 63enne avrebbe continuato a contattare la donna con decine di telefonate al giorno, a mostrarsi sotto casa, violando le prescrizioni. Si sarebbe presentato anche sul luogo di lavoro della vittima cercando di impedirle di allontanarsi in auto. Le nuove condotte sono state segnalate alla Procura reggiana che, al termine degli accertamenti dei carabinieri, per l’uomo ha chiesto e ottenuto il divieto di dimora nel territorio provinciale.
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