GUASTALLA (Reggio Emilia) – Scagionato per la terza volta in 7 anni dalle accuse di violenza sessuale e di truffa. Anche la Cassazione ha infatti confermato i precedenti gradi di giudizio nel processo con alla sbarra il dottor Emilio De Tata. Si è quindi chiuso l’iter legale del medico reggiano dal momento che i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal procuratore generale.
Era il 2009 quando l’inviato del tg satirico Striscia la Notizia, Valerio Staffelli, faceva il suo ingresso nello studio privato del medico di Guastalla e la vicenda assumeva notorietà nazionale. De Tata, oggi 65 anni, è dottore dello sport, poi specializzatosi in medicina energetica vibrazionale, che potremmo tradurre con medicina alternativa. Il processo di primo grado era iniziato nel 2011, nove pazienti avevano rilasciato dichiarazioni ritenute rilevanti dalla
procura reggiana: il sostituto procuratore Maria Rita Pantani aveva chiesto per lui 9 anni e 6 mesi, istanza poi reiterata col ricorso in Appello. De Tata veniva accusato di utilizzare metodi che in realtà nascondevano approcci sessuali. Quattro di queste donne si sono costituite parte civile, chiedendo un risarcimento complessivo di 100mila euro.
“Fin dall’inizio abbiamo lavorato per dimostrare la nostra verità – le parole dell’avvocato Guido Sola dello studio legale SC Avvocati associati di Modena – ovvero che non esisteva nessun ‘metodo De Tata’ e che l’operato del dottore fosse quello di un professionista corretto e un medico serio. Sono lieto di questo epilogo e soprattutto lo sono per quanto riguarda la posizione personale e professionale del dottor De Tata, giunto alla fine di un calvario durato oltre 10 anni”.
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