REGGIO EMILIA – Un importante intervento di 8 ore è stato eseguito a Salus Hospital a cura dell’equipe di Cardiochirurgia che ha utilizzato una procedura complessa e innovativa per salvare la vita di un paziente, un 60enne affetto da una grave endocardite.
L’endocardite è un’infezione della membrana che riveste le pareti interne del cuore, l’endocardio, che attacca in particolare le valvole cardiache, la cui origine è una diretta conseguenza dei germi entrati nel circolo sanguigno a seguito di procedure chirurgiche come estrazioni di denti o posizionamento di cateteri per via urinaria o vascolare. In questo caso, il paziente presentava un cuore gravemente compromesso: l’infezione aveva infatti attaccato sia la protesi aortica, precedentemente impiantata, sia la valvola mitralica, con conseguente formazione di un ascesso a livello della giunzione mitroaortica, la parte di cuore che si trova tra le due valvole.
“Abbiamo adottato la sola tecnica possibile in questi casi – ha spiegato il dottor Vinicio Fiorani, responsabile della Cardiochirurgia a Salus Hospital – che consente la massima radicalità chirurgica (profonda e totale rimozione del tessuto infetto) e un’ottimale ricostruzione del cuore del paziente”. La procedura ha permesso la sostituzione delle valvole con due protesi in carbonio e la ricostruzione dell’intera zona compromessa dall’ascesso con un tessuto di pericardio biologico utilizzato per ricostruire la membrana che c’è tra le due valvole cardiache.
Durante l’intervento, il paziente è a cuore fermo ed è supportato dalla macchina cuore-polmoni in circolazione extracorporea. Post operazione, il paziente è rimasto 26 giorni in terapia intensiva per un recupero graduale dell’autonomia respiratoria e cardiaca. A oggi, è tornato a casa e gode di buona salute.












