REGGIO EMILIA – La fragilità dei giovani, grande piaga di questi anni. L’educazione da rimettere al centro. Una nuova visione dell’uomo. Sono questi i temi sui quali, per monsignor Giacomo Morandi, la città dovrebbe interrogarsi. In un continuo scambio tra quello che ciascuno di noi è chiamato a mettere di sé e quanto invece è, sempre secondo il vescovo, plausibile pretendere dall’esterno. Come ad esempio sulla questione sicurezza. Per il vescovo, Reggio è una città a due facce: c’è la tranquillità diurna. “Però ci sono orari nei quali ci si sente insicuri, non dico soli ma con un senso di timore che da dietro l’angolo possa comparire un malintenzionato. E’ qualcosa che si avverte soprattutto in certe zone e che condiziona molto”.
Occorre tornare a vedere l’altro come un dono, ha aggiunto, come un’occasione di incontro: “Ma dobbiamo garantire questa serenità. E’ una delle grandi sfide che la politica deve cogliere”.
Rispetto alla politica, e al dialogo con l’amministrazione comunale: “Forse si potrebbe intensificare. Questo il mio desiderio su alcune tematiche che riguardano la vita della città e il nostro centro storico, in sofferenza da parecchio tempo. Rispetto, sensibilità, collaborazione, l’auspicio è che questa relazione con l’Amministrazione possa intensificarsi”.
L’augurio per la Pasqua è che i reggiani trovino ispirazione dallo spirito missionario: “Credo che dobbiamo ritrovare lo spirito missionario intriso di speranza”.
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