REGGIO EMILIA – Flessibilità organizzativa e maggiore facilità di conciliazione tra lo studio e la vita privata oppure il lavoro. Poi c’é l’aspetto economico con il contenimento delle spese, che, ad esempio, per uno studente fuori sede sono rappresentate anche dall’alloggio, dagli spostamenti, dal mantenimento in una città lontana dalla propria.
Sarebbero queste le principali ragioni alla base del boom delle università telematiche, ossia atenei che propongono una formazione in modalità online sia per lezioni che per esami. In Italia a oggi si contano undici realtà di questo tipo regolarmente riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Una spinta notevole é avvenuta dopo la fase covid, durante la quale sono state sviluppate le piattaforme di comunicazione a distanza e di partecipazione virtuale.
Le persone residenti in provincia di Reggio che risultano iscritte a una università telematica sono 1.504 (il dato, ultimo disponibile é riferito all’anno accademico 2024/25). Nell’anno 2018/19 il numero degli iscritti era pari a 340, salito a 685 nel 2020/21 e a 891 nel 2021/22.
Complessivamente le persone residenti nel nostro territorio che sono iscritte ad un ateneo italiano statale tradizionale risultano, invece, 13.271, mentre sono 304 quelle che frequentano un ateneo tradizionale privato.
A livello nazionale il totale degli iscritti a università telematiche é di oltre 307mila studenti, erano poco più di 119mila nell’anno accademico 2018/19.
I dati sono contenuti nel rapporto 2026 redatto da Anvur, l’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.
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