REGGIO EMILIA – Sabato sera è andato a letto, in albergo, a Seul, Corea del Sud. Sono state le chiamate insistenti da Reggio, dei genitori, alle 4 di notte, a svegliarlo. Erano in grandissima ansia, avevano un’unica preoccupazione: sentire la sua voce, sapere se fosse vivo e se stesse bene. E’ stato così che Simone Chierici, videomaker reggiano di 27 anni, ha saputo di essere scampato al dramma per due minuti, letteralmente.
Aveva preso la metropolitana da due minuti, infatti, quando ai soccorritori è arrivata la prima chiamata da Itaewon, il quartiere della movida. Poi, ne sono arrivate decine di altre, di chiamate di aiuto. E si sono cominciati a contare i morti e i feriti. Simone era lì, nella calca di Halloween, poco prima di una tragedia mondiale. E’ difficile da metabolizzare. Sollievo e angoscia sono mescolati assieme: “Non ero assolutamente a conoscenza di quella festa. Per tornare alla stazione della metro dovevo ripassare dalla via della movida e vedevo sempre più gente che si ammassava lungo la strada, iniziando a essere in panico”, le sue parole a poche ore dal rientro in Italia.
Queste sono le immagini che ha girato il giorno dopo: mentre cerca di rendersi conto di quello che gli è successo, o che non gli è successo, il pensiero torna là, alle persone conosciute in un viaggio che comunque, dice, rimane indimenticabile. “Tutte le persone che ho conosciuto là stanno bene, a parte una ragazza che da qualche giorno non riusciamo a contattare”.
A Reggio Emilia il 27enne lavora per il Rainy Island studio; era arrivato in Corea l’11 ottobre scorso per prendere parte a un Festival internazionale per il quale era stato selezionato un suo cortometraggio; poi, dopo il 22, ha deciso di trasferirsi a Seul e di rimanere una decina di giorni per conoscere una terra dove non era mai stato. “Ho imparato tante cose, come ad esempio non dare mai nulla per scontato. La causa più plausibile per spiegare quanto accaduto è che ci fosse poca sicurezza”.
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