CORREGGIO (Reggio Emilia) – Anni di passione e dedizione per arrivare a un obiettivo: suscitare nell’osservatore la meraviglia che da sempre è collegata al mondo dei treni e ai paesaggi da questi attraversati. E’ un plastico ferroviario da record quello allestito in un garage di Correggio a partire dall’anno 2000, cominciato da Marcello Maramotti, al quale si sono aggiunti Roberto Bartoletti, Gianpaolo Cavalieri e Stefano Santini.

“Siamo – raccontano – come quattro amici al bar, che si ritrovano invece a fare manutenzione e a creare sempre qualcosa di nuovo”. La loro creatura è lunga 11 metri e larga due e mezzo. Per gran parte si sviluppa per così dire interrata. Sono presenti infatti diversi piani nascosti necessari ad accogliere i 120 convogli che si alternano sulle rotaie, da quello a vapore a quelli ‘nostrani’ dell’Act o della Dinazzano Po.
“Abbiamo voluto fare un gioco di labirinti – spiegano – Praticamente non sai mai che treno spunta e dove spunta. In più abbiamo voluto fare una stazione nascosta, perché ci sono 120 convogli che a turno escono appunto per non rendere sempre quel treno visibile. Quindi una volta che il treno è venuto sul plastico diciamo che fa da passerella, lui finito tutto il suo giro ritorna sotto e lo si rivede dopo dieci ore”.

Maniacale la precisione per i dettagli. I sassolini tra una traversina e l’altra, selezionati con apposito setaccio, sono sette o otto come nella realtà. Tutto è in scala tranne la mole di ingegno messa in campo. Nel risultato c’è tanta poesia ed anche cinema, come la scena ispirata al film ‘Il ragazzo di campagna’ che è soltanto una tra le decine ricreate nel plastico, che contiene momenti di quotidianità che vanno dall’incidente di un ciclista all’abbattimento di un velox da parte del famigerato Fleximan.
Impegnativa la movimentazione dei treni. “Il computer – spiegano – ci aiuta a gestire l’impianto altro non fa che gestire il traffico come se fosse veramente un dirigente di controllo movimento, i treni vengono inseriti nei circuiti, ma poi seguono esattamente le regole reali di funzionamento, quindi si fermano, rallentano, a seconda che davanti ci sia o meno un treno, quindi possono procedere più lentamente, più velocemente, e a seconda della tipologia del treno abbiamo treni che si fermano, treni che transitano, proprio come nella realtà”.
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