REGGIO EMILIA – Continuiamo a raccontarvi il progetto del Comune di Reggio della “scuola diffusa”: nato dall’esigenza di distanziare le classi, permette ai bambini di fare lezioni in luoghi della città diversi dagli istituti. Dopo avervi mostrato l’esperienza dell’agriturismo “La casa del Gufo”, oggi entriamo ai ‘Musei Civici’.
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La voce degli insegnanti risuona nelle grandi stanze che ospitano le collezioni, gli sguardi degli alunni spaziano meravigliati dagli animali impagliati ai libri di testo. E’ la scuola al tempo del Covid, che costringe a mantenere le distanze ma crea innovative e straordinarie opportunità di apprendimento. Accade ai Musei Civici, uno dei luoghi del progetto del comune di Reggio ‘Scuola diffusa’, realizzato attraverso gli operatori di Officina Educativa. Una cinquantina di classi elementari e medie, in tutto 1.200 bambini, hanno l’opportunità non solo di frequentare in presenza le lezioni ma di farlo in modo del tutto nuovo.
“L’occasione è stata quella di trasformare un bisogno di sicurezza in una grande occasione educativa e formativa, c’è stata la necessità di allearsi con le scuole e i luoghi della città che hanno accolto questa opportunità”, spiega Catia Manzini del servizio comunale Officina Educativa.
A Palazzo San Francesco sono ospitate per tutto l’anno due classi della scuola elementare Zibordi, quinta A e quinta B e, a rotazione di settimana in settimana, due classi dell’istututo comprensivo Manzoni. Lezioni tradizionali ma non solo. Accanto agli insegnanti ci sono gli educatori dei musei. Le competenze degli uni e degli altri si intrecciano in una programmazione condivisa. Le nozioni di storia e di scienza scritte sui libri rimandano agli oggetti esposti in un luogo in cui gli stimoli non mancano.
“Il museo ospita classi, 25 mila bambini ogni anno – spiega Chiara Pelliciari, responsabile dei progetti educativi dei musei civici – Noi abbiamo una esperienza radicata molto forte e in questo caso la mettiamo a frutto cercando di essere di sostegno agli insegnanti cercando di proporre modalità alternative”.
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