REGGIO EMILIA – “Un piccolo festival in questa zona e in questo momento è molto importante per creare momenti di incontro e fare stare insieme tanti cittadini, per scambiare le esperienze delle associazioni di persone che arrivano da paesi diversi”. Samir abita nel quartiere da 25 anni e si è sempre dato da fare per fare uscire il bello della zona stazione, cioè la sua multiculturalità, con iniziative come il Piccolo Festival delle Culture: due giorni di incontri, laboratori, narrazioni, giochi e spettacoli, promossi dalla Cooperativa l’Ovile, che qui è impegnata in prima linea. “Abbiamo sempre cercato di mantenere un luogo di incontro, dove le persone che vivono qua possono trovare momenti di svago e di confronto”, spiega il presidente della coop Valerio Maramotti.
Un quartiere ricco e complesso, con persone provenienti da almeno 25 Paesi diversi. “Siamo pieni di colori qua”, ci dicono i presenti. E ancora: “Abbiamo notato che ci sono stati i tentativi, ma non c’è stata continuità. Si cominciano i progetti, che sono belli, ma quando si cambia l’amministrazione tutto viene lasciato da parte e si comincia da capo. Quello che ci serve è un piano a lungo termine e che si finisca. Negli ultimi anni abbiamo notato che sono arrivate tante famiglie, con tanti bambini”.
“Credo sia giunta l’ora per lavorare insieme, per stringere accordi con l’amministrazione per lavorare insieme – chiosa Marwa Mahmoud, assessore comunale Intercultura – Non credo che se ne debba occupare un solo assessorato, ma credo che il coinvolgimento debba riguardare tutti quanti, tutta la giunta. Lavoreremo in questo senso”.










