REGGIO EMILIA – “Sette anni fa c’è stato un clamore pazzesco, non è stato così alla proclamazione della sentenza di primo grado”, così Elena Ferrari, segretaria provinciale dei Pediatri di famiglia al Graffio dove è intervenuta per approfondire la sentenza di primo grado dello scorso luglio, che ha visto l’assoluzione di 11 imputati su 14 nel processo sui presunti affidi illeciti in val d’Enza. L’onda mediatica, fomentata e poi cavalcata da parte della politica, ha fatto danni importanti nella tutela dei minori, danni che stentano a essere riparati.
Ferrari, che nel processo è stata teste della difesa di Federica Anghinolfi, faceva parte di un tavolo inter istituzionale che – dice – stava raccogliendo risultati importanti per quanto riguarda il trattamento dei bambini vittime di maltrattamenti. Un segmento in cui non è semplice trovare professionisti specializzati e stabilire percorsi che durino nel tempo. Questo tavolo non si riunisce più dal 2019.
“I bambini sono portatori di diritti autonomi e non è di proprietà della famiglia. Sono un regalo per la famiglia, devono essere stimolati e aiutati e crescere ma nel rispetto dei loro diritti individuali”, chiarisce Ferrari. Le segnalazioni di sospetti di abuso che arrivano dai pediatri, che hanno l’obbligo di referto, sono il 2%.
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