REGGIO EMILIA – In Emilia Romagna è diminuita l’incidenza dei tumori ed anche la mortalità per tumori. Questo grazie agli screening mammografico, al collo dell’utero e al colon-retto, che garantiscono un percorso diagnostico-terapeutico integrato, completamente gratuito e organizzato, accompagnando il cittadino dal test iniziale fino agli eventuali approfondimenti diagnostici e ai successivi trattamenti di cura e follow-up. Lo fa sapere la Regione sottolineando l’importanza della propria Rete oncologica ed emato-oncologica, che ha tra i suoi obiettivi quello di portare la cura sempre più vicina al domicilio del paziente.
Domani, mercoledì 4 febbraio, si svolgerà un doppio appuntamento, voluto dalla Regione, per tenere alta l’attenzione sul tema e fare il punto sul lavoro svolto dalla Rete istituita nel 2022. Si celebrerà all’Auditorium del Core di Reggio Emilia. Dalle 16 alle 18 ci sarà un convegno aperto al pubblico e con la partecipazione di numerose associazioni di pazienti. Alle 17 è previsto un concerto organizzato dall’associazione Donatori di Musica.
In Emilia-Romagna, grazie allo screening del collo dell’utero, l’incidenza dei tumori è diminuita del 40% e la mortalità del 50%. Lo screening mammografico ha consentito alle donne che vi hanno aderito di ridurre la mortalità del 56% e le forme avanzate di carcinoma del 26%, favorendo cure più semplici e meno invasive. Infine, lo screening del colon-retto ha determinato una riduzione della mortalità del 65% negli uomini e del 54% nelle donne, con una prevenzione del cancro rispettivamente del 33% e del 21% per chi ha scelto di aderire.
Così gli screening in Emilia-Romagna e i dati di adesione al primo gennaio 2026
Da trent’anni il Servizio Sanitario Regionale offre screening gratuiti per i tumori femminili del collo dell’utero, rivolto alle donne dai 25 ai 64 anni, e della mammella, mediante mammografia annuale nelle donne fra i 45 ed i 49 anni e con mammografia biennale fra i 50 e i 74 anni. Da vent’anni è attivo lo screening per il colon retto, che fino al 2024 era destinato ai cittadini di entrambi i sessi nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni; a partire da gennaio 2025, la Regione ha deciso di estendere il programma anche alla fascia 70-74 anni, in linea con le Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea e con il Piano nazionale della prevenzione. Tale scelta è motivata sia dall’efficacia dimostrata dello screening ai fini della prevenzione, sia dal marcato aumento dell’incidenza del cancro del colon-retto a partire dai 75 anni, come evidenziano i dati del Registro Tumori regionale. L’obiettivo è ridurre non solo l’incidenza complessiva della malattia, ma anche la quota di tumori diagnosticati in stadio avanzato in questa fascia d’età e in quelle più anziane.
I dati aggiornati al primo gennaio 2026 e monitorati dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute registrano queste percentuali di partecipazione nei tempi raccomandati: screening mammografico (donne, età 45-74 anni) 73,9%; screening della cervice uterina (donne, età 25-64 anni) 67,4%; screening colorettale (uomini e donne, età 50-69 anni) 54,9%.
Si conferma l’ottima adesione della popolazione femminile agli screening mammografico e della cervice uterina, che si mantengono saldamente al di sopra della media nazionale; permane tuttavia la partecipazione ancora bassa allo screening del colon-retto, sebbene nel 2025 si sia registrato un lieve incremento del 2% rispetto al 2024 nella popolazione di età 50-69 anni. Accanto a questo dato, si rilevano segnali incoraggianti legati all’estensione del programma alle nuove fasce di età: nel primo anno di ampliamento dello screening del colon-retto, sono stati invitati il 99% dei nati e nate nel 1951 e il 94% del 1955, nel corso del 2026 l’estensione proseguirà con l’invito alle coorti di nascita del 1952 e del 1956 e via così fino a quando, nel 2028, l’intera fascia 70-74 sarà inclusa nello screening, offrendo a tutti coloro che nel 2025 hanno compiuto un’età compresa tra i 70 e i 74 anni l’opportunità di effettuare almeno un ulteriore test di screening.
Lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della mammella riguarda oltre 980.000 donne residenti e domiciliate in Emilia-Romagna; quello per i tumori del collo dell’utero riguarda oltre 1.200.000 donne residenti e domiciliate; infine lo screening per la diagnosi precoce dei tumori del colon retto, attraverso l’esame la ricerca del sangue occulto nelle feci, interessa oltre 1.300.000 persone (donne e uomini).
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