REGGIO EMILIA – In bilico c’è una nutrita squadra di professionisti i cui contratti hanno i mesi contati. Sono infatti a rischio i funzionari operativi in Tribunale a Reggio, assunti nell’ambito del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che giungerà a conclusione a metà del prossimo anno.
A tale programma, che attinge a fondi europei, sono legati 43 addetti dell’Ufficio del processo, ovvero alla struttura che ha il compito di preparare i fascicoli, fare ricerche giuridiche, predisporre bozze di provvedimenti ma non solo. Il tutto a sostegno dei magistrati, sia del settore civile che di quello penale, con l’obiettivo di diminuire la durata dei processi.
Si tratta di laureati, oppure di tecnici informatici o contabili assunti a tempo determinato, con rapporti di lavoro i più vecchi dei quali risalgono al 2022 e che in ogni caso scadranno il 30 giugno 2026. Del loro futuro al momento non si sa molto. Nella migliore delle ipotesi, verrà stabilizzata soltanto una parte di questi 43 lavoratori.
Per la macchina della giustizia, che prevalentemente è fatta di persone, non è una buona notizia, data la carenza cronica di organico. A Reggio mancano tre direttori amministrativi su 4, tre funzionari giudiziari su 16, quattro cancellieri su 10, cinque assistenti giudiziari su 26, 6 ausiliari su 8.
Circoscritta al personale a tempo indeterminato, la pianta organica degli addetti amministrativi prevede 76 unità ma è scoperta per il 30% dato che i lavoratori presenti sono 54, undici in più rispetto al contingente di precari legati al Pnrr destinati per lo più a sparire.
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