CORREGGIO (Reggio Emilia) – Ha destato clamore e sconcerto a Correggio, il caso sollevato da TG Reggio di uno studente 16enne del Corso, vittima dei bulli. L’amministrazione comunale ha incontrato il ragazzo insieme a un genitore e intende seguire l’evolversi della situazioni con attenzione. “Vogliamo lavorare insieme alle scuole, alle famiglie, ai servizi e alle forze dell’ordine, senza cercare clamore ma soluzioni”, assicura il sindaco Fabio Testi.
Contestualmente l’amministrazione ha annunciato la prossima entrata in servizio di tre nuovi agenti di Polizia Locale all’Unione dei Comuni della Pianura Reggiana per potenziare la sicurezza e il presidio del territorio, aumentando così la prevenzione e la capacità di intervento nei luoghi sensibili della città.
I tre agenti opereranno sul territorio dei comuni di Correggio, Campagnola, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e San Martino in Rio: il 7 aprile è in programma la prova scritta, il 13 e 14 aprile si svolgeranno le prove psicoattitudinali, mentre il colloquio orale sarà fissato successivamente, indicativamente nel mese di maggio, sulla base del numero di candidati che accederanno alla fase finale.
“La sicurezza dei cittadini è una priorità concreta della nostra amministrazione – dichiara il Presidente dell’Unione dei Comuni della Pianura Reggiana e sindaco di Correggio Fabio Testi: – e proprio per questo vogliamo affrontarla con serietà, responsabilità e trasparenza, senza semplificazioni. L’assunzione di nuovi agenti rappresenta un passo importante, dentro un quadro che però va spiegato con chiarezza: i Comuni agiscono entro limiti precisi, legati al tetto di spesa, alla capacità assunzionale e alla possibilità di trasferire risorse economiche e capacità assunzionale all’Unione. Sono vincoli reali, che incidono in modo diretto sulle possibilità di rafforzare gli organici”.
“Accanto al presidio del territorio – prosegue il sindaco di Correggio Testi – abbiamo scelto di investire anche sulla prevenzione, perché la sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli. Per questo, con risorse interamente comunali, abbiamo affidato a professionisti un progetto di educativa di strada rivolto agli adolescenti, pensato per incontrarli e confrontarsi con loro anche fuori dall’ambito scolastico, nei luoghi che frequentano abitualmente nel tempo libero e dove spesso non ci sono adulti a presidiare: l’autostazione, le piazze, i parchi, i punti di ritrovo più frequentati. È un lavoro meno visibile di uno slogan sui social o sui giornali, ma fondamentale se vogliamo intercettare il disagio prima che degeneri”.
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