REGGIO EMILIA – “Nel 2026 o si fa o non si fa, è l’anno della svolta. Le aziende e le agenzie stanno lavorando per capire la possibile architettura di questa azienda unica. Sarebbe un unicum a livello nazionale. È una discussione complessa”. Così l’assessora regionale ai trasporti Irene Priolo.
Migliorare la qualità dei servizi di trasporto pubblico sul territorio reggiano. Per gli autobus prossimamente potrebbe occuparsi di tale obiettivo un’azienda unica regionale. Il principale ostacolo da superare sarebbe sempre lo stesso: i risicati trasferimenti statali destinati al settore. L’aggregazione di Seta ad altre società potrebbe dare origine a qualche risparmio. “Dove ci sono tre Cda ne verrebbe uno e così, esistono economie di scala grazie all’efficientamento del sistema”.
Tutti aspetti di cui si è parlato in una tavola rotonda organizzata nella sala polivalente di Villa Sesso dal Partito democratico. Oltre ad esponenti del Pd sono intervenuti funzionari e rappresentanti sindacali. Con un interrogativo in particolare: lo scarso controllo pubblico esercitato ora da parte delle amministrazioni locali resterà tale anche in futuro? “Le decisioni si fanno all’interno dei territori, tutti possono avere una propria riconoscibilità”.
Entro la fine del 2026 andrà riassegnata la gestione del servizio attualmente in capo a Seta: “Siamo in mezzo a un guado. C’è una gara in scadenza il 31 dicembre, e l’agenzia sta facendo tutti gli adempimenti. Se ci fosse una azienda unica potremmo arrivare ad una proroga della concessione”, dice Paolo Dall’Asta, presidente dell’assemblea dei soci dell’Agenzia per la mobilità.











