REGGIO EMILIA – C’è molto riserbo, al di là del Secchia, sui primi esiti dei rilievi e degli accertamenti riguardo alla dinamica del disastroso schianto di Marzaglia, nel quale hanno perso la vita il rubierese 61enne originario del Ghana Baba Shirazu e i connazionali Alassan Issam, di Modena, e Abdul Aziz Ashafa Abubakari, residente a Santa Maria Capua Vetere.
Lo schianto è avvenuto alle 5.30 di ieri mattina sulla via Emilia Ovest, tra un’auto e un camion, ed è stato frontale. Tre famiglie sono piombate nel dolore più cupo. Ben 11 figli rimangono senza i loro papà. Il quarto occupante della Opel Meriva è ancora ricoverato in prognosi riservata a Baggiovara, dove ieri mattina era stato portato anche il conducente del camion che trasportava latte: l’uomo, 62 anni, residente a Reggio e di origine moldava, è stato dimesso, ma ovviamente è sotto choc.
Non aiutano nessuno i commenti alla tragedia che sui social perfetti sconosciuti si permettono, come sempre, di scrivere, attribuendo a caso eventuali colpe. La figlia del camionista è intervenuta con un proprio messaggio, chiedendo tatto e buonsenso: “Mio padre – ha scritto – è una persona responsabile, visto che ha perso lui stesso un figlio in un incidente“. La sorte che si accanisce, quindi.
Il 62enne sarà naturalmente sentito dagli agenti della polizia locale di Modena che si stanno occupando degli accertamenti. Le salme sono a disposizione della procura che procederà con gli esami medico-legali che riterrà necessari.
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