REGGIO EMILIA – Il 2 maggio 2025 la Regione aveva dato il via alla riforma sui ticket farmaceutici: 2,20 euro a confezione di medicinale, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Una misura dalla quale sono esentati oltre 1 milione e 600mila cittadini, tra cui i pazienti oncologici, con patologie croniche o rare, invalidi, disoccupati e persone in situazioni di disagio economico. Un provvedimento – aveva spiegato la Giunta – resa indispensabile anche per far fronte all’aumento costante della spesa farmaceutica. Quali sono gli esiti di questa riforma?
Da maggio a dicembre 2025 si é registrato – spiega l’assessorato alla sanità diretto da Massimo Fabi – un risparmio di quasi 20 milioni di euro di spesa farmaceutica. In aumento le ricette con esenzione e in riduzione quelle non esenti. In calo il consumo di alcune delle categorie di farmaci più a rischio di inappropriatezza e sprechi come gli antibiotici, gli inibitori della pompa acida, gli omega3 e la vitamina D, dei quali risultava un utilizzo non interamente giustificato. Il calo per gli antibiotici é stato dell’11%, così come per gli inibitori della pompa acida.
La riduzione del consumo di antibiotici è stata verificata anche sul flusso della tracciabilità del farmaco, che registra le consegne effettuate da ditte e distributori alle farmacie convenzionate, a conferma di un effettivo minor ricorso a questa tipologia di farmaci e non di uno spostamento dell’erogazione a carico della spesa privata dei cittadini.
L’Emilia-Romagna è stata tra le ultime Regioni italiane a introdurre il ticket, scegliendo un pagamento in base a fasce di reddito come in Toscana, Marche, Umbria e Basilicata.
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