REGGIO EMILIA – “Da inizio 2026 c’è stato un aumento del 30% di richieste irrigue, dovuto al cambiamento delle condizioni climatiche del territorio. Riceviamo ogni giorno fra le 200 e le 300 telefonate di agricoltori per un totale di 700/800 appezzamenti da irrigare“. Così Nico Alberti, responsabile delle richieste irrigue del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale.
Il personale tecnico e di campagna del Consorzio è impegnato a pieno ritmo per cercare di soddisfare le richieste irrigue degli agricoltori. Nel 2026 si è registrato un incremento di 1,47 gradi rispetto al trentennio 1991-2020. Di contro invece le precipitazioni sono state in linea con la media stagionale, anche se l’acqua piovuta dallo scorso ottobre è stata inferiore alle aspettative.
“Abbiamo iniziato la stagione irrigua a maggio con acqua nei terreni inferiore alla media del periodo – spiega Ada Francesconi, che del Consorzio è la direttrice – Siamo alle prese con portate che solitamente si verificavano a luglio inoltrato. “Con la nuova app gli agricoltori potranno fare richieste irrigue saltando le code ai centralini”, aggiunge Alberti.
Attualmente, la situazione più critica in provincia è quella del torrente Enza: “Stiamo derivando soltanto 300 litri al secondo, perché la portata in arrivo deve essere rilasciata per garantire il deflusso minimo vitale. Stiamo completando i lavori alla traversa (di Cerezzola, nda). Sarà possibile nei prossimi giorni alzare lo sbarramento mobile gonfiabile, ma in assenza di precipitazioni significative sul crinale, l’invaso non riuscirà a essere riempito e sarà efficace dalla prossima stagione irrigua”, conclude Francesconi.
Federico Ferretti
Reggio Emilia agricoltura cerezzola acqua Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale siccità irrigare









