REGGIO EMILIA – Nuove tariffe in vista per la gestione dei rifiuti nel reggiano. Le ha approvate la Atersir, l’Agenzia competente in materia di servizi pubblici locali ambientali, e riguardano il bacino reggiano servito da Iren. Nel 2026 smaltire la spazzatura costerà il 4,6% in più rispetto al 2025.
“E’ colpa dell’impatto dei rincari globali”, fanno sapere i sindaci del territorio. Pesano in particolare i rincari del gasolio e i maggiori costi del personale legati ai recenti rinnovi contrattuali. “Comprendiamo il malumore dei cittadini”, spiegano i primi cittadini in una nota congiunta – si tratta di aumenti legati a dinamiche nazionali e strutturali comuni a tutta Italia”.
Ma come si tradurrà questo aumento negli importi dei bollettini che gli utenti saranno chiamati a pagare? In quello arrivato a maggio questo rialzo non è stato conteggiato. Sarà la seconda rata ad assorbire l’intera lievitazione della Tari riferita al 2026. Una famiglia media che alla prima scadenza, quella di maggio, ha pagato mettiamo 200 euro, a novembre si troverà un importo di circa 209 euro.
Nonostante l’alto volume di rifiuti da gestire, il modello emiliano romagnolo si dimostra economico. I 32,8 centesimi di euro spesi per ogni chilogrammo di materiale differenziato o smaltito sono inferiori alla media nazionale che è di 41,8 centesimi .
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