RUBIERA (Reggio Emilia) – Fermate tutto. A distanza di oltre 25 anni da quando si iniziò a progettare l’opera, la Bretella Campogalliano-Sassuolo, il prolungamento dell’A22 sino al capoluogo del Distretto ceramico, è ancora al centro del confronto politico e rappresenta una spina nel fianco per il centrosinistra. Da una parte Comitati, Avs e 5 Stelle da sempre contrari alla sua realizzazione, dall’altra buona parte del Pd e i centristi che ne sostengono l’utilità. In mezzo alcuni sindaci come Emanuele Cavallaro di Rubiera che affidano alla realizzazione dell’autostrada la risoluzione dei più gravi problemi viari del loro territorio: “La società ha annunciato l’apertura lavori a inizio novembre. Per Rubiera è fondamentale perché comprende il nuovo ponte sul Secchia e il collegamento con la nuova Sp51. Il primo pezzo della nostra tangenziale che ci toglierà la colonna del mattino”.
Il rischio, però, è che per il primo stralcio della tangenziale i tempi, già ora infiniti, si allunghino ancora. All’origine della richiesta avanzata dal Comitato No Bretella alla Regione e alla Provincia di fermare l’inizio dei lavori di AutoCS, non c’è solo una contrarietà politica, ma c’è la procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea per il bando di gara del ministero delle Infrastrutture per il rinnovo della concessione dell’A22 e un ricorso al Tar di Autostrade per l’Italia. L’Europa ritiene lesivo dei principi della concorrenza il diritto di prelazione per Autobrennero, mentre Autostrade per l’Italia giudica incompatibile il ricorso alla finanza di progetto per l’affidamento di concessioni autostradali. La società che da sempre gestisce l’autostrada del Brennero, però, detiene anche il 51% di AutoCS e questo fa dire al consigliere regionale di Avs, Paolo Trande, nell’interrogazione in cui chiede di sospendere sfalci ed espropri, che c’è un’evidente commistione tra concessione dell’A22 e costruzione della Bretella, i cui costi intanto sono lievitati da 450 a 700 milioni. Non la pensa così il sindaco di Rubiera: “La concessione è stata vinta con regolare gara europea. Sono tenuti a fare”.
La soluzione definitiva per il Movimento 5 Stelle andrebbe trovata al Tavolo delle Infrastrutture che la Regione dovrebbe convocare al più presto. Nel frattempo AutoCS sta andando avanti con i circa 80 espropri previsti nel modenese, tra la rabbia degli interessati e la speranza del Sindaco Cavallaro che presto passino anche dall’altra parte del Secchia.
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