REGGIO EMILIA – Nel comune di Reggio sono registrate 215 attività di barbiere e parrucchiere, 64 sono gestite da stranieri: si tratta sostanzialmente di una quota pari al 30% e che testimonia l’evoluzione dei cambiamenti, anche sociali, in atto.
Il taglio di capelli é insomma sempre più multietnico. A farla da padrone sono i saloni gestiti da cinesi: sono 20, 6 quelli quelli i cui titolari sono marocchini, 8 parlano pakistano, 9 indiano.
Se allarghiamo la sguardo alla provincia, vediamo come sulle 608 attività totali registrate, sono 103 quelle guidate da persone di origine straniera, in pratica una su sei: 39 sono i saloni di proprietà cinese, 11 quelli gestiti da indiani, 8 da pakistani e 8 da marocchini, ma dai dati forniti dalla Camera di Commercio dell’Emilia si scorgono anche un siriano, un senegalese, tre basiliani, due cubani e due dominicani. Un fenomeno in netta crescita rispetto agli anni precedenti.
Si tratta di attività che sono divenute punto di riferimento per le rispettive comunità, per assecondarne i gusti e gli stili estetici. Barbieri e parrucchieri stranieri che stanno, però, riscuotendo successo non sono tra gli immigrati, di prima o seconda generazione, ma anche tra chi ha le radici molto reggiane. Si perché i prezzi risultano spesso molto competitivi e vantaggiosi e i negozi sono aperti in moltissimi casi sette giorni su sette, a flusso continuo, ossia con ingresso libero senza prenotazione e con orari che generalmente coprono fasce molto più ampie.
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