CORREGGIO (Reggio Emilia) – “Il piazzale 2 Agosto va presidiato costantemente da mezzogiorno alle 14.15, quando escono 2mila allievi delle superiori. Va presidiato perché una volta alla settimana scoppia una rissa, lo diciamo da anni”. L’area oggetto di un appello da parte del dirigente scolastico del Convitto Corso, Luca Bassi, comprende le fermate delle corriere e le aree di sosta di coloro che in auto devono raggiungere l’ospedale, il centro del paese, oppure l’attiguo discount.
Si tratta del quadrilatero teatro di due aggressioni subite nell’arco di un anno da uno studente per mano di compagni di scuola. L’ultimo episodio risale al 17 marzo. Percosse, quelle ricevute dal ragazzo, che hanno comportato una commozione cerebrale con prognosi di dieci giorni. La richiesta di una intensificazione dei passaggi eseguiti dalle forze dell’ordine è da tempo stata manifestata anche dal Comune, impegnato tra le altre cose nella riqualificazione della zona. “Gli organici, sia della polizia locale che dei carabinieri, sono limitati”, fa sapere il sindaco Fabio Testi.
Intervistato, il ragazzo che è stato picchiato due volte, ha raccontato che il preside gli avrebbe detto di cambiare scuola. Tutto falso, quanto assurdo, fa sapere il dirigente. “I genitori da una parte e il ragazzo dall’altra dovranno rispondere di quello che dicono, perché sono stanco di vedere il Convitto fare la figura dell’istituzione connivente con i bulli e con i comportamenti eversivi”. Il dirigente specifica che due dei tre protagonisti del pestaggio di undici giorni fa stavano in quel momento scontando una sospensione dovuta ad altri loro comportamenti fuori dalle regole. “Hanno passato più giorni fuori da scuola, in quanto sospesi, che in classe – afferma – Penso che più di così esistano solo le pene carcerarie, ma noi non siamo un carcere. Questi genitori non possono pretendere che io espella le persone che fanno queste cose. Posso fare la segnalazione ai carabinieri, cosa che ho fatto puntualmente, ma occorre tenerli in un circuito formativo, far loro capire che esiste un’altra strada per crescere basata sull’istruzione, sul credere in se stessi, nel venire a scuola e acquisire le competenze per poter affrontare una professione, visto che siamo un professionale”.
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